Fragale: “Proviamo la piattaforma della pasta ‘ncasciata” – Tempo Stretto

Da soli nessuno si salva spiega Fragale che propone una rivisitazione della pasta al forno in salsa politico-messinese

Di seguito la riflessione dell’ex city manager di Messina Emilio Fragale in merito alla querelle su cambio di passo e piattaforma programmatica.

Dopo la piattaforma Rousseau e quella del “cambio di passo”, propongo quella della pasta ‘ncasciata. Prendo spunto da alcuni temi sollevati di recente (sia in sede socio-politica che tecnica) perché i territori, le città, i municipi, gli enti locali e le regioni del sud, a partire da quelli che si affacciano sullo Stretto di Messina, da soli non riusciranno a salvarsi in mancanza di visione strategica comune, nella competizione e collaborazione rispettiva e reciproca.

il patto della pasta ‘ncasciata

Si pone evidentemente la più spiccata delle mediterranee questioni “morali” … quella del Meridione. L’unico valore in cassa nel Mezzogiorno è il richiamo al Regno delle Due Sicilie. Sarà una coincidenza ma con la capitolazione del Regno e il risorgimento sabaudo comincia, inesorabile e beffardo, il declino del Sud. Direbbe Leonardo Sciascia “Io credo che le sole cose sicure in questo mondo siano le coincidenze.” 

In questi giorni al Teatro Vittorio Emanuele, viene proposto
un adattamento teatrale di “Così parlo’
Bellavista
” di Luciano De Crescenzo. Riprendo un concetto di straordinaria
poesia per elevarlo al ragionamento dello stringersi insieme per risollevare le
sorti a queste latitudini:

Così parlò Bellavista

“Io, dice Saverio – del mio
quartiere so tutto. E per forza, perché a Napoli ci sono le corde tese da
palazzo a palazzo per stendere i panni, e su queste corde le notizie corrono e
si diffondono – dice Bellavista. E già perchè, se ci pensate bene un
momento, per stendere una corda tra il terzo piano di un palazzo ed il terzo
piano di un altro palazzo è necessario che le signore inquiline dei suddetti
appartamenti, si siano parlate, si siano messe d’accordo: «Signò, adesso
facciamo una bella cosa, mettiamo una corda fra noi e voi, così ci appendiamo
il bucato tutt’e due. Voi il bucato quando lo fate? Il martedì? Brava, allora
vuoi dire che noi lo faremo il giovedì che così non ci possiamo, tozzare». Nato
il colloquio ed è nato l’amore. I panni stesi al sole sono tutti belli – dice
Luigino. lo da piccolino pensavo che i panni si stendevano al sole per
festeggiare qualcosa, come se fossere bandiere. E ancora oggi tutti questi
panni mi danno allegria. Non ho mai capito perché in certi quartieri signorili
è proibito stendere i panni all’esterno. Il fatto poi che a Napoli queste corde
legano tutte le case l’una con l’altra è una cosa veramente importante; ma voi
ci pensate? Immaginate per un momento che il padreterno volesse portarsi in
cielo una casa di Napoli. Con sua grande meraviglia si accorgerebbe che
piano piano, tutte le altre case di Napoli, come se fossero un enorme
gran-pavese, se ne vengono dietro alla prima, una dietro l’altra, case corde e
panni
.”

Il Gattopardo

Il
patto della pasta ‘ncasciata
ha come
riferimento aulico … i maccheroni del Gattopardo
di Giuseppe Tomasi di Lampedusa … “l’aspetto di quei
monumentali pasticci era ben degno di evocare fremiti di ammirazione. L’oro brunito dell’involucro, la fraganza di zucchero
e di cannella che ne emanava, non era che il preludio della sensazione di
delizia che si sprigionava dall’interno quando il coltello squarciava la
crosta: ne erompeva dapprima un fumo carico di aromi e si scorgevano poi i
fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature diprosciutto, di
pollo e di tartufi nella massa untuosa, caldissima dei maccheroni corti, cui
l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio.”

3 versioni di pasta al forno

Ecco la mia proposta – e qui mi rivolgo a donna Sarina – è di
unire almeno tre versioni di quella
che oggi è la pasta al forno, stratificando (almeno tre strati
architettonicamente e geometricamente non pasticciati) quella fatta con il ragù
di tritato, quella fatta con il sugo di carne sfilacciata alla
napoletana “genovese”, quella fatta con le polpettine impiegando e/o
unendo per e/o tra i condimenti, in-seguendo le eccellenze della nostra terra,
il grano di Gragnano, la provola ragusana, il maiorchino di Novara di Sicilia,
i pomodorini di Pachino, la mortadella d’asina frammista al dop capocollo
calabrese, l’oro verde di Trani, a mulinciana viola, la salsiccia lucanica di
Cancellara, la cipolla rossa di Tropea, le uova di gallina siciliana con cresta
a forma di coppa.

 Insomma, donna Sarina, per darci una mossa … a mossa … uniamo … per selezioni e secessioni …  piatti, penne e panni.

Emilio Fragale

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Source: tempostretto.it

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