Plastic e sugar tax, auto aziendali e  Quota 100: le incognite della manovra

Plastic e sugar tax: incasso di tre miliardi, ma si discute sulle aliquote

È forse la tassa più contestata di tutta la manovra, ma anche quella che porterebbe fin da subito il maggior gettito fiscale nelle casse dello Stato. Ma sulla «plastic tax» molto può ancora cambiare in Parlamento dove è iniziato l’esame. Ora il testo è in Senato, dove si punta a licenziarlo in tempi brevi per inviarlo poi alla Camera non oltre il 2-3 dicembre. La tassa sulle microplastiche prevede il prelievo di un euro al chilo per tutti gli imballaggi usati una sola volta per trasportare o contenere prodotti alimentari. Il gettito sarebbe di poco più di un miliardo di euro per il 2020 e 1,8 per il 2021. Una misura subito criticata da tutto il mondo produttivo che la vive come un dazio applicato però su un prodotto italiano: «Penalizza le aziende senza dar loro il tempo di riposizionarsi o adottare possibili alternative tecnologiche», attacca Confindustria. Ecco allora che tra le ipotesi di modifica durante i lavori parlamentari (per presentare gli emendamenti al Senato c’è tempo fino al prossimo sabato), c’è quella di far slittare a luglio l’entrata in vigore dell’imposta, oggi prevista per aprile 2020. E anche di rimodulare le cifre che potrebbero scendere a 40-60 centesimi al chilo e solo per alcuni prodotti. Stessa cosa varrebbe anche per la «sugar tax» sulle bevande zuccherate da cui il governo prevede di incassare 233 milioni nel 2020.

Source: corriere.it

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